Hope
Paolo Rizzatto, Francisco Gómez Paz
Descrizione dell'opera
«Leggerissima e scomponibile, Hope ripropone la magia dei lampadari della tradizione, declinandola con sofisticate tecnologie moderne e materiali contemporanei. Una serie di sottili lenti Fresnel in metacrilato combinandosi con una specchiante struttura modulare, moltiplica la luce della sorgente luminosa, dando vita ad uno sfavillante effetto di festosa meraviglia.» (Paolo Rizzatto) «Hope nasce dal desiderio di restituire una voce contemporanea al linguaggio del chandelier: l’invenzione dell’uso delle lenti di Fresnel ne smaterializza la materia e rinnova la meraviglia della luce.» (Francisco Gómez Paz)
L'artista
Paolo Rizzatto
(Milano 1941)
Si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1965. Nel suo studio milanese persegue un’idea di mestiere contraddistinta da un elevato senso di responsabilità civile, con costanza, coerenza e secondo un processo che si arricchisce per sottrazione. Con Riccardo Sarfatti e Sandra Severi, fonda Luceplan nel 1978. Tra le sue opere architettoniche: l’asilo nido di Segrate (1972), il quartiere residenziale a Feltre (1974-79), la casa per anziani a Galliate (1982), la fabbrica e la sede centrale di Luceplan a Milano (1997-2002).
Leggi tuttoNel 2004, con Edoardo Guazzoni e Sandro Rossi, vince il concorso per la progettazione della Darsena di Milano, realizzata nel 2015 in occasione dell’Expo. Collabora con varie aziende di design: Alias, Arteluce, Artemide, Cassina, Danese, Fiam, Flos, Ghidini 1961, Guzzini, Kartell, Knoll, Lensvelt, Molteni, Montina, Nemo, Nuura, Philips, Poltrona Frau, Segis, Serralunga, Thonet, Veneta Cucine. Tiene corsi e conferenze in varie università, tra cui Columbia University di New York, Politecnico di Milano, Cranbrook Center di Detroit, Washington University di Saint Louis, Architectural Institute di Mosca, Università degli Studi di Palermo, IUAV di Venezia. Sue opere sono conservate presso Triennale di Milano, MoMA di New York, Victoria and Albert Museum di Londra, Museo della scienza e della tecnologia di Milano, Musée des Arts Décoratifs di Parigi. Ha ricevuto il Compasso d’oro nel 1981, 1989, 1995, 2008 e 2011, la Lampe d’Argent Sil nel 1988 e la Lampe d’Or Sil nel 1990 a Parigi, il Design Plus a Francoforte nel 1992 e 2006, il Lighting Design Award a New York nel 1992, lo European Community Design Prize a Bruxelles nel 2004, il Red Dot Design Award a Essen nel 1994 e 2010, l’iF Design Award ad Hannover nel 1996, il Good Design Award a Chicago nel 1999 e 2010, il Premio dei Premi per l’innovazione a Roma nel 2011.
Francisco Gómez Paz
(Salta 1975)
Dopo la laurea in Disegno Industriale presso l’Università Nazionale di Córdoba, si trasferisce a Milano dove consegue un Master in Design alla Domus Academy. Nel capoluogo lombardo collabora con Alberto Meda e lavora nello studio di Paolo Rizzatto, esperienze che contribuiscono a definire il suo metodo progettuale, fondato sull’equilibrio tra rigore tecnico, sperimentazione e un profondo rapporto con il fare manuale. Nel 2004 fonda il proprio studio di design, avviando collaborazioni con importanti aziende internazionali come Artemide, Driade, Danese, Landscape Forms, Lensvelt, Luceplan, Olivetti, Vibia e Paola Lenti.
Leggi tuttoIl suo approccio è guidato da una curiosità inesauribile e da una conoscenza profonda dei materiali e della tecnologia, orientata alla ricerca della bellezza attraverso processi creativi manuali ed euristici. Nel corso della sua carriera riceve numerosi riconoscimenti internazionali, tra i quali il primo premio “A Key for Future Mobile Solutions” assegnato da BMW nel 2001, l’Index Award – Design to Improve Life nel 2008 per la bottiglia solare insieme ad Alberto Meda, il Compasso d’Oro nel 2011 e il Premio dei Premi all’Innovazione, istituito per concessione del Presidente della Repubblica presso la Fondazione Cotec, per la lampada Hope, oltre al Red Dot Award – Best of the Best nel 2015 con la lampada Mesh. Nel 2020 ottiene un secondo Compasso d’Oro con la sedia Eutopia, realizzata nel suo laboratorio sperimentale aperto in Argentina nel 2014, dove esplora le potenzialità produttive dell’Industria 4.0. La sedia è oggi parte delle collezioni del Vitra Design Museum e dell’ADI Design Museum. Nel 2011 è stato pubblicato da Lotus il libro Hope, Design in an Object, scritto insieme a Paolo Rizzatto. Tiene corsi teorici e conduce workshop in prestigiose accademie, tra cui la Domus Academy, il Politecnico di Milano, la CIID di Copenaghen, il Raffles Milano e la SPD - Scuola Politecnica di Design.
© Credits: Massimo Listri