Schermo

Alessandro Mendini

Azienda: Porro

Ubicazione: Sala dei papi

Anno di realizzazione: 2014

Anno di installazione: 2024

Descrizione dell'opera

Schermo è una madia quadrata su basamento con anta spiovente obliqua, realizzata con un disegno intarsiato a mano sul fronte, ottenuto accostando tre diversi legni – olmo, rovere e acacia – secondo composizioni geometriche astratte che sposano gli spigoli del triangolo alle linee curve del cerchio, secondo direzioni inattese. Con interni in rovere, elementi plastici in ottone e rame, e la tridimensionalità non scontata del suo profilo, Schermo è un pezzo di arredo prezioso a cui un sapiente lavoro artigianale conferisce un segno unico tra arte e design.

Citazione a firma di Elisa Mendini e Fulvia Mendini
Nella sua ricerca, Alessandro Mendini ha creato oggetti che potessero trasmettere un senso di serena positività. La madia Schermo prodotta da Porro nel 2014, presenta una decorazione geometrica a intarsio, realizzata a mano con legni preziosi, secondo l’antica tradizione dei maestri artigiani, per sfruttare le potenzialità estetiche delle diverse essenze, olmo, rovere e acacia. Classica nella sua forma quadrata, Schermo ha il fronte obliquo, ricordo di arredi impressi nella memoria collettiva, come calma presenza negli spazi del vivere quotidiano.

Elisa Mendini e Fulvia Mendini

L'artista

Alessandro Mendini
(Milano 1931 - 2019)

Dopo la laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1959, lavora presso lo studio Nizzoli Associati. Nel 1970 - 76 dirige la rivista «Casabella» ed è tra i promotori della Global Tools. Nel 1977 fonda la rivista «Modo», che dirige fino al 1981. In questi anni è un protagonista del design radicale e aderisce al gruppo Alchimia. È membro del comitato scientifico di Domus Academy e dirige la rivista «Domus» nel periodo 1979 - 85 e ancora nel 2010 - 11. Accanto alla speculazione intellettuale, procede la carriera professionale: nel 1989 apre con il fratello Francesco l’Atelier Mendini.

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Con uno stile originale, che affonda le radici nel mondo dell’arte, contribuisce al rinnovo del made in Italy attraverso opere colte, colorate, ludiche e ironiche. Collabora con aziende come Cappellini, Alessi, Bisazza, Cartier, Philips, Swatch, Venini e Zanotta. Progetta note opere architettoniche, tra cui il museo di Groningen, le fabbriche Alessi a Omegna, il rinnovo della stazione Termini a Roma, il restauro della Villa Comunale e di tre stazioni della metropolitana a Napoli, una torre a Hiroshima, un quartiere residenziale a Seoul, il terminal dell’alta velocità a Gwangju e la Torre dell’Orologio di Gibellina. Tiene conferenze e lezioni universitarie ed è professore alla Hochschule für angewandte Kunst a Vienna. Riceve numerosi riconoscimenti, tra cui Chevalier des arts et des lettres in Francia, la laurea honoris causa in design al Politecnico di Milano, in Francia, in Polonia e in Corea, l’onorificenza dell’Architectural League di New York, l’European Prize for Architecture e tre premi Compasso d’oro. I suoi lavori si trovano in musei come il MoMA di New York e il Centre Pompidou di Parigi.

© Credits: Massimo Listri