Giulietta

Giulietta

BBPR

Azienda: Arflex

Ubicazione: Appartamenti Imperiali

Anno di realizzazione: 1958-2016

Anno di installazione: 2020

Descrizione dell'opera

Fin dagli esordi sperimentano un metodo progettuale in cui l’intervento corale e le relazioni con la storia occupano un ruolo privilegiato. Nel dopoguerra, lo studio BBPR rappresenta l’impegno civile dell’architetto-intellettuale per la costruzione della democrazia italiana. (Federico Bucci)

L'artista

BBPR
(Milano 1932 - 1969)

Tra i protagonisti del razionalismo italiano, lo studio BBPR – fondato nel 1932 da Gian Luigi Banfi (Milano 1910 - Gusen 1945), Lodovico Barbiano di Belgiojoso (Milano 1909-2004), Enrico Peressutti (Pinzano al Tagliamento 1908 - Milano 1976) ed Ernesto Nathan Rogers (Trieste 1909 - Gardone Riviera 1969) – elabora diversi piani regolatori e progetti d’architettura come i palazzi delle Poste e del Littorio a Roma.

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Alla fine degli anni Trenta e durante la Seconda guerra mondiale, lo studio subisce un duro colpo: Rogers è perseguitato dalle leggi razziali fasciste, mentre Banfi e Belgiojoso vengono deportati nel lager nazista di MauthausenGusen, dove nel 1945 Banfi muore. Nel dopoguerra, sviluppando una visione interdisciplinare molto innovativa, i tre soci rimasti decidono di proseguire l’attività dello studio, organizzandosi come una moderna società di progettazione e mantenendo inalterato il nome. Negli anni Cinquanta e Sessanta si affermano in ambito internazionale, grazie alla partecipazione ai CIAM e ai ruoli rivestiti dai singoli, in particolare da Rogers, che è docente universitario, collabora con la Triennale di Milano, dirige le riviste «Domus», dal 1946, e «Casabella-Continuità». Promuovendo l’attenzione al contesto storico e ambientale e dialogando con i maggiori artisti e intellettuali dell’epoca, lo studio è tra i protagonisti del rinnovamento della cultura progettuale in Italia. Tra le opere di architettura si ricordano il padiglione degli Stati Uniti alla Triennale di Milano del 1951, lo show room Olivetti a New York del 1954, la Torre Velasca del 1958 e il restauro e l’allestimento del Castello Sforzesco di Milano nel 1963. Tra gli oggetti di design: oltre alle sedute Giulietta per Arflex esposte al Quirinale, la serie di mobili da ufficio Spazio per la divisione Synthesis di Olivetti, che vince il Compasso d’oro nel 1962 e oggi è nella collezione del MoMA di New York.

Giulietta

© Credits: Massimo Listri