Funambolo - Attesa
Cecco Bonanotte
Descrizione dell'opera
«Un cerchio in bronzo dorato definisce lo spazio, ove il limite è inteso non in senso geometrico, né geografico, ma esistenziale. Alla materia si ancora un funambolo: un uomo in equilibrio su un filo teso nel vuoto, in attesa; mentre in alto, in uno squarcio aperto nel bronzo, un uccello vola libero, ricordando all‘uomo l‘eterna tensione verso l’infinito, la speranza che anima la vita». Con la scultura di Bonanotte si entra in una dimensione spirituale. Al centro della sua opera ci sono figure umane dai tratti anatomici appena accennati, dalla volumetria scarna, le cui braccia e gambe snelle sono allungate verso l’alto a richiamare una tensione verso una dimensione trascendente. Lo spazio e forse anche il tempo di questa dimensione è tracciato idealmente da forme geometriche: rombi, quadrati, cerchi e piani che fanno da contorno. La geometria però non delimita, ma al contrario dilata spazio e tempo quasi a ricreare una dimensione cosmica, l’infinto, la creazione. Questo è il mondo di Bonanotte. In esso l’uomo si pone ora a Confronto ora a Colloquio ora in Attesa con la natura circostante, cercando una corrispondenza. È poetico e commovente lo sforzo, è carico di speranza lo slancio, nonostante l’uomo si trovi in precario equilibrio su una corda tesa, sospeso nel vuoto. Il funambolo, tema ricorrente nelle sculture di Bonanotte, trasmette l’immagine di un uomo in una condizione di fragilità, alle prese con i suoi limiti. Esprime una metafora del dilemma della condizione umana, dibattuta nelle ambivalenze delle emozioni: armonia e conflitto, ambizione e sconfitta, gioia e dolore che abitano dentro di noi. I corpi dalle proporzioni e misure non canoniche sono esili, leggermente deformi. La scultura di Bonanotte è figlia del ’900: ha introiettato la crisi della forma. Non abitano qui le figure plastiche ed eroiche della scultura classica e neoclassica; questi corpi parlano di un’umanità esposta, fragile e consapevole della sua finitezza. Eppure, nella luce proiettata dalle infinite sfumature del bronzo non si percepisce nichilismo, sconfitta, né disperazione. Al contrario l’Uomo esprime un dialogo con la Natura carico di speranza, generando una commovente poesia. (Convivio. Archivio Kazen - Cecco Bonanotte Museum)
L'artista
Cecco Bonanotte
(Porto Recanati 1942)
Nel 1959 si trasferisce a Roma e frequenta l’Accademia di Belle Arti, poi partecipa alla I Mostra d’Arte degli Studenti Italiani, dove vince un premio per la scultura. Nel 1964 il Governo della Repubblica Popolare Romena gli assegna una Borsa di Studio Internazionale presso l’Istituto di Arti Plastiche di Bucarest. Il viaggio per la Romania, attraverso l’Austria e l’Ungheria, offre spunti di ricerca sull’opera di Constantin Brancusi. Conclusi gli studi, nel 1965 inizia ad insegnare all’Accademia di Belle Arti e al Liceo Artistico di Roma.
Leggi tuttoNel 1971 tiene la prima personale a Roma; molte delle opere esposte vengono acquistate da Fujii Kimihiro. Si avviano così i contatti con il Giappone. Nel 1975 partecipa all’Ocean Expo di Okinawa: una sua scultura, esposta nel Padiglione Italiano, viene poi collocata nell’Ambasciata d’Italia a Tokyo. Nel 1979 partecipa alla mostra inaugurata da Giovanni Paolo II nel Braccio di Carlo Magno. L’anno successivo è di nuovo in Giappone per una personale itinerante a Sendai, Tokyo, Fukuoka e Kobe, con ultima tappa, nel 1981, a Nagoya. Tre anni dopo, l’Istituto Italiano di Cultura di Toronto in Canada inaugura con una sua personale, mentre a Montreal si tiene la prima delle mostre personali della Galerie Esperanza. L’attività espositiva si intensifica portando Bonanotte a lasciare l’insegnamento per dedicarsi alla scultura. Nel 1987 l’Accademia Internazionale Medicea gli conferisce a Firenze il Premio “Lorenzo il Magnifico” per le arti figurative. Tre anni dopo è in Germania per la personale alla Südstadt Galerie di Colonia. Con il 1999 i Musei Vaticani gli commissionano il Portale in bronzo per il nuovo ingresso, inaugurato l’anno successivo da Giovanni Paolo II. Nel 2001 espone al Printing Museum di Tokyo 214 opere su carta a tecnica mista e tre rilievi in bronzo ispirati alla Divina Commedia di Dante Alighieri. Al soggetto dantesco si dedica anche nel 2004, quando l’Opera di Santa Croce, le Gallerie degli Uffizi e i Musei Vaticani organizzano presso la Cappella Pazzi di Firenze l’esposizione di 103 tavole a tecnica mista su carta. Per il Conclave del 2005 scolpisce tre urne destinate all’elezione del nuovo Pontefice, mentre l’anno seguente per il Senato della Repubblica Francese realizza il portale in bronzo del Musée du Luxembourg a Parigi. Nel 2007 tiene una personale presso l’Istituto Italiano di Cultura di Tokyo, dove torna nel 2011, per la 54ª Biennale di Venezia, e ancora nel 2016. A Tokyo, nel 2012, gli viene assegnato il 24º Praemium Imperiale per la Scultura. Nel 2016 espone presso il Nakatomi Memorial Medicine Museum a Tosu City, nella prefettura di Saga, e viene insignito del titolo di Cavaliere dell’Ordine delle Arti e delle Lettere dal governo francese. Progetta nel 2019 l’Hisamitsu Cecco Bonanotte Museum a Tosu City, e nel 2023, con il figlio Francescomaria il Kazen Cecco Bonanotte Museum a Tokyo. Le sue opere sono conservate nelle collezioni delle Gallerie degli Uffizi, dei Musei Vaticani e della GNAMC di Roma.
© Credits: Massimo Listri