Contrappunto XII
Fausto Melotti
Descrizione dell'opera
Dal 1959 Melotti adotta diversi metalli, come l’ottone, l’acciaio e il rame, per la realizzazione delle sue sculture. Costruzioni filiformi e quasi senza corpo, appaiono come traduzioni tridimensionali di una partitura musicale, i cui segni grafici vibrano nello spazio relazionandosi gli uni agli altri secondo le regole del contrappunto. Linee di forza dinamiche e sinuose, esili e concrete al contempo, scandiscono ritmicamente l’opera, la cui struttura è basata sul modulo del quadrato. Una composizione armonica, dunque, che fa da contrappunto alla superficie leggera e apparentemente precaria del tessuto. (Giovanna Fazzuoli)
L'artista
Fausto Melotti
(Rovereto 1901 - Milano 1986)
Si laurea in ingegneria al Politecnico di Milano nel 1924, mentre studia scultura con Pietro Canonica e si diploma in pianoforte. Nel 1928 si iscrive all’Accademia di Brera, dove è allievo di Adolfo Wildt insieme a Lucio Fontana. Nel 1935 aderisce al movimento Abstraction-Création, fondato a Parigi con lo scopo di promuovere l’opera degli artisti non figurativi. Nel 1937 vince il premio internazionale La Sarraz in Svizzera e crea, in occasione della VI Triennale di Milano, l’installazione ambientale Costante uomo all’interno della Sala della Coerenza creata da BBPR.
Leggi tuttoNel dopoguerra si dedica alla ceramica, raggiungendo un’altissima qualità, premiata più volte. Negli anni Sessanta è protagonista di una serie di mostre in Italia e all’estero che lo portano rapidamente al successo e fanno conoscere la sua attività poliedrica: dalle sculture ai bassorilievi, dai teatrini alle opere su carta, fino alle ceramiche. Nel 1974 riceve il premio Rembrandt (Nobel europeo delle arti) della Fondazione Goethe di Basilea. Nel 1979 viene presentata al Palazzo Reale di Milano una sua mostra antologica e nel 1981 Firenze gli dedica una importante retrospettiva al Forte Belvedere. Nel 1986 la Biennale di Arti Visive di Venezia gli conferisce il Leone d’oro alla memoria.
© Credits: Massimo Listri