Vela I e Vela II
Velasco Vitali
Descrizione dell'opera
Le due imponenti tele realizzate appositamente per la Sala del Lucernario mostrano due grandi Vele specchiarsi l’una sull’altra, riflettendo una luce diversa, che coglie due precisi momenti del giorno: un tramonto livido e un’alba glaciale. L’artista si immerge nelle tonalità soffuse dell’atmosfera neoclassica della Palazzina del Fuga, affidando alle sfumature del bianco e del blu una restituzione sottile dell’acqua e dell’aria. Mare e cielo riverberano come elementi complementari, ora dinamici ora statici, replicandosi e opponendosi; discriminante è la linea dell’orizzonte, che separa uno sfondo immobile e astratto, ove il colore è steso più uniformemente, da un fondo fluido, ove lo sguardo rintraccia infinite velature sovrapposte. In primo piano si staglia la superficie cangiante di una vela che si spiega nel vento, la cui plasticità fluttuante è resa mediante grosse pennellate gestuali e veloci, che nella luminosità del bianco si fanno più dense e materiche. Saldamente radicato nel limbo tra figurazione e astrazione, Velasco Vitali mantiene l’equilibrio compositivo e cromatico affidandosi alla libertà dell’istinto pittorico e all’approccio concettuale, per superare la definizione della forma nel dilatarsi della dimensione del quadro. In questa prospettiva, Vela I e Vela II sono espressioni ambigue di stati d’animo che sollecitano il sistema percettivo a varcare la soglia tra reale e mentale per attribuire a forme riconoscibili nuovi significati.
L'artista
Velasco Vitali
(Bellano 1960)
Agli esordi, incontra Giovanni Testori e partecipa alla mostra Artisti e Scrittori presso la Rotonda della Besana a Milano. Alla fine degli anni Ottanta, la sua ricerca si concentra sulla tra¬gedia della Valtellina e si manifesta in Paesaggio Cancellato nel 1990. Alla fine degli anni Novanta rivolge l’attenzione ai porti del Mediterraneo e del sud Italia: nascono Isolitudine con Ferdinando Scianna del 2000 e MIXtura con Franco Battiato nel 2003. Nel 2004 esce Velasco 20, una mono¬grafia sui primi vent’anni di lavoro; dal 2007 collabora con Il Corriere della Sera creando disegni per la pagina culturale.
Leggi tuttoNel 2004 espone a Palazzo Belmonte Riso di Palermo e a Palazzo della Ragione a Milano con Extramoenia. Nel 2007 realizza Immagini, forme e natura delle Alpi, nel 2008 LATO4, nel 2010 Sbarco, in piazza Duomo e nel complesso di Sant’Agostino a Pietrasanta e in Piazza Duca D’Aosta e Palazzo Reale a Milano. Nel 2011 è invitato al Padiglione Italia della Biennale di Venezia. Nel 2012 realizza sull’Isola Madre a Stresa e a Verbania Foresta Rossa, dove esplicita una riflessione sulle città fantasma che si sviluppa l’anno successivo con la mostra personale alla Triennale di Milano. Nel 2013 propone nuovi progetti monumentali di scultura, tra cui Branco presso il Vittoriale degli Italiani e Medi Terraneo al castello Ruffo di Scilla. Nel 2014 espone la scultura Traditio Symboli nel Duomo di Milano e partecipa alla IV Biennale Gherdeina di scultura a Ortisei. Nel febbraio 2015 vince il premio FIPRESCI per il documentario Il Gesto Delle Mani. Nel 2017 cura e progetta la mostra dedicata a Giancarlo Vitali in varie sedi milanesi. Nel 2019 ripropone l’installazione Branco nella corte reale della Reggia di Venaria a Torino e nel 2020 in collaborazione con Arte Sella e il Mart di Rovereto progetta il monumento alla resistenza per il parco delle sculture del museo e a Castel Ivano. Nel 2020-2021 con la Fondazione Giovanni Falcone e la Fondazione Federico II a Palermo per il progetto Spazi Capaci - Comunità Capaci, realizza un intervento monumentale presso l’aula bunker del carcere dell’Ucciardone e altre sedi. Nel 2023 espone con la personale Le Grand Bleu a Taormina in occasione del festival Taobuk e realizza a Milano, con un gruppo di studenti dell’Università IULM, la mostra di arte partecipata Listen Better incentrata sul cambiamento climatico. Dal 2025 Sbarco è esposto in due diverse versioni al nuovo museo PART di Rimini e alla Mole Vanvitelliana di Ancona. Le sue opere sono conservate in varie collezioni pubbliche: alla Villa Reale di Monza, al MACRO di Roma, nel parco di sculture di Arte Sella in Trentino Alto Adige e ad ARTEPARCO nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.
© Credits: Massimo Listri