Madonna di Monte

Madonna di Monte

Afro Basaldella

Concessa da: Fondazione Archivio Afro

Materiale/Tecnica: tecnica mista su tela

Ubicazione: Sala delle Fabbriche di Paolo V

Anno di realizzazione: 1962

Anno di installazione: 2019

Descrizione dell'opera

Alla fine degli anni Cinquanta Afro dichiara la necessità di un coinvolgimento più immediato tra l’autore e l’opera: «Sentivo il mio lavoro lontano da me perché non mi bastava più rappresentare una realtà di fantasia, di sogno o di memoria esistente oltre il quadro e di cui il quadro era specchio o tramite, ma volevo che quella realtà si identificasse con la pittura e la pittura divenisse la realtà stessa del sentimento, non la sua rappresentazione [...]». (Afro, fine anni Cinquanta). Madonna di Monte, del 1962, il cui titolo si riferisce molto probabilmente al santuario della Beata Vergine in Friuli, viene esposta nel 1964 alla terza edizione di Documenta a Kassel. L’opera viene realizzata in un momento in cui Afro, che ha ormai ottenuto consensi a livello internazionale, adotta una pittura più gestuale e materica, influenzato anche dai ripetuti soggiorni negli Stati Uniti, dove conosce alcuni degli espressionisti astratti. Mai forse Afro era stato così vicino all’Action painting, ma, nello stesso tempo, proprio l’equilibrio che conclude la composizione arresta nel gesto l’attimo figurativo e si esprime in una serie di tensioni, di corrispondenze dinamiche, che vengono trattenute nel campo di forza di una zona di colore, emittente come la luce colorata di un faro. (Archivio Fondazione Afro)

L'artista

Afro Basaldella
(Udine 1912 - Zurigo 1976)

Afro Libio Basaldella, appena sedicenne, espone alla prima e unica mostra della Scuola friulana d’avanguardia. Nel 1930 entra in contatto con l’ambiente artistico sia milanese che della capitale, avvicinandosi al gruppo della Scuola romana. A Roma partecipa a varie edizioni della Quadriennale e nel 1936 prende parte alla sua prima Biennale di Venezia.

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Dopo l’esperienza della guerra e l’avvicinamento al neocubismo, si reca negli Stati Uniti nel 1949 per la mostra Twentieth Century Italian Art, al MoMA di New York, e l’anno successivo, sempre a New York, espone presso la Catherine Viviano Gallery, iniziando una collaborazione ventennale. Nel 1952 - 54 aderisce al gruppo degli Otto, guidato dal critico Lionello Venturi, mentre nel 1955 è presente alla prima edizione di Documenta a Kassel. L’anno successivo ottiene il premio come miglior pittore italiano alla Biennale di Venezia e nel 1958 prende parte, insieme ad artisti di fama internazionale come Appel, Arp, Calder, Matta, Miró, Moore, Picasso e Tamayo, alla decorazione della nuova sede del palazzo dell’UNESCO a Parigi. Nel 1960 è vincitore del premio Pittsburgh e del premio per l’Italia al Solomon R. Guggenheim Museum di New York. Gli rendono omaggio, con ampie retrospettive, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma nel 1978 e il Palazzo Reale di Milano nel 1992.

Nella foto a destra

Madonna di Monte

© Credits: Massimo Listri