Casa di Goffredo con cometa

Casa di Goffredo con cometa

Giosetta Fioroni

Concessa da: Fondazione Goffredo Parise e Giosetta Fioroni

Materiale/Tecnica: tecnica mista e collage su tela

Ubicazione: Sala dei Bussolanti

Anno di realizzazione: 1997-98

Anno di installazione: 2019

Descrizione dell'opera

Negli anni Ottanta, segnati dalla scomparsa dello scrittore Goffredo Parise, l’artista continua a lavorare sull’acquerello, molto utilizzato nei cicli realizzati in Veneto, e dedica un gruppo di pastelli al compagno, traendo ispirazione dagli affreschi tiepoleschi di Villa Valmarana a Vicenza. I quadri che nascono fra gli anni Ottanta e Novanta rispondono all’esigenza di riappropriarsi della piena libertà linguistica, in linea con la nuova stagione artistica internazionale che, dopo gli anni Settanta dominati dall’Arte povera e concettuale, trovano nuovo interesse per la pittura. Le opere di questi anni recuperano la materia degli anni Cinquanta, specialmente dei suoi primi quadri informali, che, combinati con nuovi colori e assemblage, costituiscono una sorta di diario personale, fatto di ricordi. In questo quadro troneggia il ricordo della casa di Salgareda in Veneto, dove l’artista e lo scrittore hanno trascorso gran parte degli anni Settanta. Qui, in questa casa brillante e protetta da una stella cometa, l’artista si era dedicata allo studio della fiaba e agli scritti di Vladimir Propp, inaugurando un percorso artistico all’insegna della fantasia, della magia e della natura, mentre Parise scriveva la prima parte dei Sillabari. (Elettra Bottazzi)

L'artista

Giosetta Fioroni
(Roma 1932)

Figlia d’arte, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove segue le lezioni di Toti Scialoja. Dal 1959 al 1963 vive a Parigi. Rientrata a Roma, entra a far parte, insieme ad Angeli, Schifano, Festa, Lo Savio, Mauri e Uncini, del gruppo di artisti noto in seguito come Scuola di Piazza del Popolo, dando vita al ciclo degli Argenti. Partecipa alla Biennale di Venezia del 1964. Nel 1968 presenta la prima performance, Spia ottica, presso la galleria La Tartaruga. Sono di questo periodo le prime esperienze con la macchina da presa e la fotografia e i suoi ‘giocattoli per adulti’, ovvero i Teatrini.

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Trascorre gli anni Settanta a Salgareda, con il compagno Goffredo Parise; qui compone i cicli degli Spiriti silvani e le Teche. Tra gli anni Settanta e Ottanta espone a Palazzo delle Esposizioni di Roma e in diverse gallerie italiane. Nel 1993 partecipa alla Biennale di Venezia, dove torna nel 1995. Negli anni Novanta, con la Bottega Gatti di Faenza, crea sculture in ceramica, realizzando diversi cicli come le Case, i Teatrini, le Steli, i Vestiti. Collabora con il fotografo Marco Delogu, prima nel 2002 per Senex, poi nel 2012 per L’altra ego al MACRO di Roma. Nel 2009 Skira le dedica un’ampia monografia storico-biografica. Nel 2014 realizza per la casa di moda Valentino il video The Golden Bough, ispirato all’omonimo libro. Durante la sua carriera crea, con poeti e scrittori, libri e opere grafiche. Nel 2015 il Centre Pompidou di Parigi acquisisce una sua opera. Negli ultimi anni si ricordano le antologiche al Museo dei Mercati di Traiano e alla GNAM di Roma, al Drawing Center di New York, al MARCA di Catanzaro, al MMOMA di Mosca e al Museo del Novecento di Milano.

Nella foto a sinistra

Casa di Goffredo con cometa

© Credits: Massimo Listri