La luna e i suoi imitatori

La luna e i suoi imitatori

Gastone Novelli

Concessa da: Collezione Ivan Novelli

Materiale/Tecnica: tecnica mista su tela

Ubicazione: Seconda Sala Rossa

Anno di realizzazione: 1966

Anno di installazione: 2020

Descrizione dell'opera

«Torna a parlarmi, Luna bianca. Ricordami tu che sono un uomo; che sono un vivo», così scriveva Gastone Novelli, neanche ventenne, durante la prigionia nel carcere di Regina Coeli. Era l’inizio di un dialogo con la Luna che l’artista portò avanti lungo tutto il suo percorso artistico, dedicandole vari lavori – così come al tema delle esplorazioni spaziali – attraverso scrittura, scultura, fumetto e pittura. Esemplare La luna e i suoi imitatori, una grande tela giocata sui toni del bianco e dell’argento, con un formato verticale che anticipa quello delle opere realizzate per la Biennale del 1968. Nell’opera Novelli sembra voler rappresentare il moto della Luna e riporta, come su una mappa, alcuni nomi inventati di crateri e mari lunari, ad esempio «Mare della passione» e «Zona insignificante». Come in tante altre opere dell’artista, solo ai più attenti osservatori si svelano progressivamente altri particolari meno visibili. Quando il 20 luglio 1969 l’uomo arrivò finalmente sulla Luna, Novelli purtroppo ci aveva lasciati già da alcuni mesi. (Francesco Maglione)

L'artista

Gastone Novelli
(Vienna 1925 - Milano 1968)

Partecipa alla Resistenza, nel 1943 è incarcerato e condannato a morte e nel 1944 liberato dalle truppe alleate. Dopo la laurea in Scienze Politiche e Sociali a Firenze, si reca in Brasile e inizia l’attività artistica. Nel 1950 tiene la prima personale al Teatro Sistina di Roma. Dal 1950 al 1954 risiede in Brasile, indirizzando la sua pittura verso l’astrazione geometrica, anche grazie alla conoscenza di Bill e all’influenza di Klee. Si dedica alla produzione di ceramiche, alla realizzazione di allestimenti e all’insegnamento; partecipa alla I e alla II Biennale di San Paolo.

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Nel 1955 si stabilisce a Roma, conosce Cagli, che nel 1956 presenta la sua prima monografia. Nel 1957 fonda, con Perilli, «L’esperienza moderna». Nel 1959 è assistente di Afro al liceo artistico di via Ripetta. Dagli anni Sessanta frequenta Beckett e Simon, il quale gli dedica Le Jardin des Plantes. Viaggia in Francia, Stati Uniti, Grecia, Turchia. La sua ricerca si avvia verso il superamento dell’informale e la sperimentazione linguistica, concentrandosi sulla scrittura e sul segno. Nel 1963, dopo aver iniziato la costruzione della casa di Saturnia, luogo di ritrovo di molti artisti, partecipa alla Biennale di San Paolo. È tra i fondatori di «Grammatica» nel 1964, autore di Antologia del possibile nel 1962 e di Viaggio in Grecia nel 1966. Nel 1964 è invitato alla Biennale di Venezia e riceve il premio Gollin. Nel 1967 si trasferisce a Venezia e l’anno dopo torna alla Biennale con una sala personale: in quell’occasione, per protesta, rovescia le opere contro le pareti. Nel 1968 gli è affidato un incarico di insegnamento all’Accademia di Belle Arti di Brera. Le sue opere sono nelle collezioni dei più importanti musei del mondo: MoMA di New York, National Gallery di Washington, British Museum di Londra, GNAM di Roma, Museo del Novecento di Milano, GAM di Torino, MART di Trento e Rovereto e Peggy Guggenheim Collection di Venezia. Nel 1995, per volontà degli eredi, nasce l’Archivio Gastone Novelli.

La luna e i suoi imitatori

© Credits: Massimo Listri