Semi della Pace
Pinuccio Sciola
Descrizione dell'opera
Pinuccio Sciola conforma la sua poetica a un’intima e stretta relazione tra arte e natura dalla fine degli anni Ottanta con il basalto. Trova in esso la materia ideale per dar forma alla sua genialità creativa. Sciola, per cui è vera l’equivalenza ‘pietra=Sardegna’, è scultore per via del togliere, ovvero cavare materia dal blocco di pietra, dal monolito. All’interno del filone fitomorfo della fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta si collocano i Semi di Pietra, opere che, nel suo laboratorio a cielo aperto, l’artista mantiene sparse sul terreno. I Semi di Pietra sono una delle massime rappresentazioni della sintesi concettuale della sua produzione, ovvero la pietra che si schiude nel germoglio. Nel Seme della Pace si riscopre il rinnovamento, come in una cellula la vita. Non c’è desolazione nella pietra nuda tagliata, ma movimento, continuazione, speranza, salvezza e rinascita. In queste opere si ammira il contrasto tra la materia naturale all’esterno e la superficie levigata all’interno. Semi adagiati sul terreno che si configgono per la verticale nella terra aprendo la loro doppia ferita tagliente verso l’alto, mentre nelle dimensioni più grandi si levano come colonne in tutta la loro potenza per alcuni metri. Sciola, nato in un’isola di pietra, nella sua filosofia di appartenenza alla terra restituisce la pietra stessa alla natura destinandola a divenire parte integrante del paesaggio che all’uomo è gratuitamente donato, e la terra, fecondata dai Semi, diventa Madre. Sono opere che alludono alla purezza, al corpo femminile e alla perfezione, sono espressione di un’intensa relazione tra Arte e Natura e Natura e Pietra. Attraverso la pietra viva Sciola va alla scoperta dell’equilibrio universale, ne tocca l’essenzialità: «La pace, in ogni sua forma, ha bisogno di essere coltivata, con cura, giorno dopo giorno, partendo proprio dall’immagine del seme». (Fondazione Pinuccio Sciola)
L'artista
Pinuccio Sciola
(San Sperate 1942 - Cagliari 2016)
Nel 1959, grazie a una borsa di studio, s’iscrive al liceo artistico di Cagliari. Dopo il diploma, frequenta il Magistero d’arte di Firenze e l’Accademia internazionale di Salisburgo, dove segue i corsi di Minguzzi, Kokoschka, Vedova e Marcuse. Compie diversi viaggi di ricerca e conosce Manzù, Wotruba, Sassu e Moore. Dopo le esperienze all’Università della Moncloa di Madrid e a Parigi durante il Maggio Francese, rientra in Sardegna per avviare la rivoluzione dei ‘muri bianchi’. Sono gli ‘anni della calce’, durante i quali coinvolge la popolazione di San Sperate in una delle prime forme di arte ambientale e pubblica in Italia.
Leggi tuttoNel 1973, dopo l’invito da parte dell’UNESCO, espone a Città del Messico, dove conosce Siqueiros, per dar vita nel 1975 a un gemellaggio artistico tra San Sperate e il quartiere popolare di Tepito. Da allora, numerosi artisti condividono il progetto di trasformare San Sperate in un paese-museo. Nel 1976 partecipa alla Biennale di Venezia, dove torna nel 2003. Nel 1984 espone alla Rotonda della Besana e l’anno dopo a Piazza Affari a Milano; nel 1986 alla Quadriennale di Roma e, con una mostra itinerante, in diverse città tedesche. Nei primi anni Novanta insegna all’Accademia di Sassari. Parallelamente dà vita alla serie delle Pietre Sonore, sculture capaci di vibrare emettendo suoni. Da allora si susseguono le mostre, tra cui quelle in Belgio nel 1994, al parco di Versailles e nel parco del Kunst Project di Barendorf a Vienna nel 1995, all’Expo internazionale di Hannover nel 2000, all’Avana e a Villa Olmo di Como nel 2001, a Budapest l’antologica del 2002 e al Jardin du Luxembourg la personale del 2004. Nel 2008 espone 150 Semi della Pace ad Assisi: blocchi di basalto, che per l’insita sacralità Gillo Dorfles definisce consone e consanguinee con lo spazio mistico della cattedrale. Molti i riconoscimenti, tra cui la medaglia Beato Angelico e il premio Donna del Marmo; nel 2010 è nominato presidente della Commissione regionale per il paesaggio e la qualità architettonica e nel 2012 Commendatore dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Sue opere sono esposte in diverse città del mondo, anche alla Triennale di Milano, al Parco della Musica di Roma e alla Stazione Marittima di Cagliari, oltre che a San Sperate, nel Giardino Sonoro, il suo museo all’aperto. Dal 2016 la Fondazione Pinuccio Sciola prosegue il suo incessante lavoro.
© Credits: Massimo Listri