There is so much we can learn from the sun
Marinella Senatore
Descrizione dell'opera
Fra le numerose tecniche di cui si serve Marinella Senatore, il collage è una delle più ricorrenti, quindi una costante negli ormai venticinque anni di ricerca dell’artista. Risulta una delle sue più dirette traduzioni del pensiero personale e collettivo. Disporre gli elementi della narrazione su una superficie è la trasposizione diretta fra mente e mani, fra concetto e fare, ed è proprio questo che caratterizza la sua ricerca: una sincerità diretta fra contenuti e materia, che sia essa carta, neon, pittura o una comunità temporanea di persone. Immagini e silhouette di partecipanti estrapolati da momenti della School of Narrative Dance (SOND) - il suo noto progetto partecipativo nato nel 2012 - si sommano a un flusso continuo di frasi e di citazioni che emergono dalle discussioni collettive nei suoi workshop; empowerment, emancipazione, fioritura personale all’interno del contesto creativo corale, e ancora i riferimenti alla musica, alla pittura, al teatro e, ovviamente, alla danza sono la moltitudine di sorgenti grazie alle quali si strutturano questi suoi “atti di pensiero”. There is so much we can learn from the sun fu realizzata ed esposta in occasione della mostra e della SOND a Napoli all’interno della chiesa di San Giuseppe delle Scalze nel luglio 2024. Nella navata della chiesa il percorso espositivo si componeva di opere che sollecitavano emotivamente l’interazione, perché convergevano tutte, pur nella diversità figurativa, verso quest’opera centrale, dove era proprio l’oro a risaltare. L’opera esposta in quell’occasione raccontava il risultato di un viaggio compiuto tra la gente, dove vita e arte s’intrecciavano. Per l’artista, l’impiego dell’oro è anche un modo per parlare di un’antica tradizione italiana: quella dei fondi oro, in cui le immagini assurgevano a “dispositivi di narrazione”. Marinella Senatore si sente parte di quest’antica tradizione e ne sviluppa la storia con stilemi personali in un’epoca, quella odierna, completamente differente dal passato. (Marinella Senatore)
L'artista
Marinella Senatore
(Cava de’ Tirreni 1977)
Dopo gli studi di direzione della fotografia condotti presso la Scuola Nazionale del Cinema di Roma, insegna linguaggio audiovisivo all’Università Complutense e l’Università di Castilla-La Mancha di Madrid. La sua attività artistica, sviluppata a partire dai primi anni Duemila, si caratterizza per un approccio multidisciplinare che comprende installazioni, video, disegni, collage, fotografia e performance. Nel 2012 fonda The School of Narrative Dance (SOND) una scuola nomade e gratuita che propone un modello alternativo di educazione basato sulla collaborazione e sull’incontro tra discipline diverse.
Leggi tuttoIl progetto, che prevede azioni collettive e performance pubbliche, è attivo in oltre venti Paesi. Espone in modo continuativo in Italia e all’estero. Le sue mostre personali si tengono presso importanti musei internazionali: al Museo Madre di Napoli nel 2007, al Centre Pompidou di Parigi nel 2017, e nello stesso anno anche alla Kunsthaus Zürich, a Palazzo Strozzi a Firenze nel 2020 e al Museo del Novecento di Milano nel 2021. Progetti site-specific come Io contengo moltitudini/I Contain Multitudes si tengono presso l’Istituto Italiano di Cultura di Abu Dhabi (2023), la Rotonda Diaz di Napoli (2024), il carcere di Rebibbia (2024, con il Dicastero per la Cultura e l’Educazione della Santa Sede) e il Graben di Vienna (2025). Tra le principali commissioni recenti figurano progetti per il Vaticano, la Hayward Gallery di Londra, il Noor Festival di Riyadh, la Triennale di Milano, il FORMAT Festival in Arkansas e il Palais de Tokyo di Parigi. Vanta numerosi riconoscimenti, tra cui l’Italian Council Award (4ª e 7ª edizione), il Premio MAXXI, il Premio AMACI, il Premio ACACIA, il Lio Art Prize, l’Evelyn Award e la Castello di Rivoli Fellowship. Tiene regolarmente conferenze e corsi presso istituzioni internazionali quali il Goldsmiths e l’Institute of Contemporary Arts (ICA) di Londra, la sede di Berlino della New York University, il Guggenheim di New York e l’Università IUAV di Venezia. Nel 2026 è nominata artista dell’anno dalla GNAMC di Roma.