La biblioteca dei mondi possibili

Pietro Ruffo

Materiale/Tecnica: Inchiostro su carta intelata

Ubicazione: Palazzina del Fuga

Anno di realizzazione: 2025

Anno di installazione: 2025

Descrizione dell'opera

La biblioteca dei mondi possibili è un’installazione realizzata appositamente per la Biblioteca del Presidente, composta da centinaia di rotoli di carta millimetrata intelata, disegnati a mano, che descrivono una foresta, in cui si riconoscono le specie vegetali che abitano i giardini del Quirinale. Collocati sugli scaffali in sostituzione dei libri, i rotoli trasformano l’ambiente in una fantastica biblioteca naturalistica, in cui la vegetazione sembra invadere lo spazio interno avvolgendo lo spettatore. Ispirato dal binomio natura-artificio e attento alle problematiche ambientali, l’artista si concentra sulla varietà e la rarità delle essenze vegetali storiche presenti nei Giardini, che appartengono a una collezione che risale al XVI secolo. L’artista vi individua specie botaniche di eccezionale valore, come l'antico cedro del Libano (Cedrus libani) piantato nel XVIII secolo, o esotiche, come la palma delle Canarie (Phoenix canariensis) introdotta nel XIX secolo, e le esalta per rafforzare la meraviglia.

Quest’installazione è parte della serie delle Biblioteche, tra cui quelle realizzate alla Biblioteca Apostolica Vaticana su invito di Papa Francesco e a Venezia per la 60^ Biennale. La Biblioteca di Ruffo non è solo uno scrigno del sapere, ma è un habitat primordiale che stimola la conoscenza, restituendo proprio alla natura il ruolo di fonte: come scrive Don Giacomo Cardinali, gli scaffali diventano "finestre su orizzonti nuovi". Possono essere visti come simbolo del fragile rapporto tra esperienza umana e natura o come metafora dell’impossibilità di comprendere l’infinità del creato e di organizzarlo nella sua totalità. La serie trae ispirazione dalle descrizioni botaniche della Naturalis Historia di Plinio il Vecchio e dall’universo labirintico e infinito immaginato da Borges ne La Biblioteca di Babele e raccontata da Telmo Pievani ne “Tutti i mondi possibili”; sul Colle, anche dalla straordinaria biodiversità dei Giardini del Quirinale.

L'artista

Pietro Ruffo
(Roma 1978)

Laureato in architettura a Roma, nel 2009 ha vinto il premio Cairo e nel 2010 il premio New York. Grazie a una borsa di ricerca dell’Italian Academy for Advanced Studies, ha studiato alla Columbia University. La sua ricerca artistica ha sviluppato la dimensione concettuale dell’arte, attraverso il disegno e l’intaglio, che diventano strumenti immaginifici di indagine e interpretazione della realtà, scomposta su più livelli stratificati, intrecciati e sovrapposti. Paesaggi naturali, forme umane, mappe geografiche e costellazioni, geometrie e tracce di scrittura sono elementi ricorrenti nell’immaginario di Ruffo.

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Le sue installazioni arrivano ad assumere dimensioni ambientali. Ne risulta un lavoro stratificato, dalle molteplici letture visive e semantiche, che indaga i grandi temi della storia universale, in particolare la libertà e la dignità del singolo individuo. Ha esposto presso importanti musei e istituzioni internazionali tra cui: il Palazzo Esposizioni di Roma nel 2024, l’Ambasciata d’Italia a Washington DC e il MUSA Museo de las Artes Universidad de Guadalajara in Mexico nel 2023, i Musei Vaticani e il Museu de arte contemporânea de la Universidad di San Paolo nel 2021, lo ZAM Zhejiang Art Museum a Hangzhou City in Cina nel 2020, il MAXXI di Roma nel 2008 e 2018, il Museo nazionale del Bardo a Tunisi nel 2018, l’Indian Museum di Calcutta nel 2018, la GNAMC nel 2014 e nel 2018. Numerose le commissioni pubbliche, tra cui il progetto Urbano per la Borgata Giardino alla Garbatella, realizzato con cento studenti nel 2019-2020 a Roma, l’opera Migrante per il Parco dei Daini di Villa Borghese a Roma nel 2021. Nel 2025 realizza un Murales di 640 metri quadrati a piazza Venezia a Roma, una monumentale installazione per la 60a Biennale di Venezia, una serie di opere per l’Expo Universale di Osaka in Giappone e una quinta site-specific per il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma. Le sue opere sono in importanti collezioni pubbliche, tra cui: Musei Vaticani; Collezione Farnesina MAECI; MAXXI; Fondazione Roma Tre, Teatro Palladium, Roma; MAR di Ravenna; Museo d’arte contemporanea Bilotti a Rende; MIT e Reggia di Monza.

© Credits: Massimo Listri