Ricordo di bambina

Ricordo di bambina

Giosetta Fioroni

Concessa da: Fondazione Goffredo Parise e Giosetta Fioroni

Materiale/Tecnica: smalto bianco e argento su tela

Ubicazione: Sala dei Bussolanti

Anno di realizzazione: 1969-70

Anno di installazione: 2019

Descrizione dell'opera

Gli esponenti della Scuola di Piazza del Popolo condividono un nuovo modo di usare e indagare le immagini prodotte dalla cultura di massa e la sperimentazione di nuove tecniche. Durante la Biennale del 1964, vinta da Rauschenberg, gli artisti romani invitati all’esposizione tentano di dare una lettura personale della cultura pop, esaltando una manualità e un’artigianalità distante dalla spersonalizzazione cercata dagli americani. L’artista aveva già impiegato gli smalti industriali, in particolare l’argento, inizialmente applicato come campitura unica sull’intera superficie della tela e della carta e, all’inizio degli anni Sessanta, negli Argenti. Diapositive di sentimenti, come amava definirle Parise, sono le tele e le carte dove lo smalto alluminio ripropone la proiezione e l’ombra di ritagli di giornale così come di fotografie, necessari per fissare alcune tematiche precise: la femminilità, l’infanzia, la memoria, le emozioni, e poi gli attimi di stupore e di attesa. Le immagini diventano così apparizioni metalliche immerse in un vapore lattiginoso, in cui, da un lato, gli elementi portanti della sua poetica, come l’espressività del segno, dall’altro, l’importanza dell’immagine fotografica, rivestono un ruolo fondamentale e interdipendente sul supporto. L’argento è eletto dall’artista colore sovrano ed evocatore di sentimenti e di ricordi. (Elettra Bottazzi)

L'artista

Giosetta Fioroni
(Roma 1932)

Figlia d’arte, frequenta l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove segue le lezioni di Toti Scialoja. Dal 1959 al 1963 vive a Parigi. Rientrata a Roma, entra a far parte, insieme ad Angeli, Schifano, Festa, Lo Savio, Mauri e Uncini, del gruppo di artisti noto in seguito come Scuola di Piazza del Popolo, dando vita al ciclo degli Argenti. Partecipa alla Biennale di Venezia del 1964. Nel 1968 presenta la prima performance, Spia ottica, presso la galleria La Tartaruga. Sono di questo periodo le prime esperienze con la macchina da presa e la fotografia e i suoi ‘giocattoli per adulti’, ovvero i Teatrini.

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Trascorre gli anni Settanta a Salgareda, con il compagno Goffredo Parise; qui compone i cicli degli Spiriti silvani e le Teche. Tra gli anni Settanta e Ottanta espone a Palazzo delle Esposizioni di Roma e in diverse gallerie italiane. Nel 1993 partecipa alla Biennale di Venezia, dove torna nel 1995. Negli anni Novanta, con la Bottega Gatti di Faenza, crea sculture in ceramica, realizzando diversi cicli come le Case, i Teatrini, le Steli, i Vestiti. Collabora con il fotografo Marco Delogu, prima nel 2002 per Senex, poi nel 2012 per L’altra ego al MACRO di Roma. Nel 2009 Skira le dedica un’ampia monografia storico-biografica. Nel 2014 realizza per la casa di moda Valentino il video The Golden Bough, ispirato all’omonimo libro. Durante la sua carriera crea, con poeti e scrittori, libri e opere grafiche. Nel 2015 il Centre Pompidou di Parigi acquisisce una sua opera. Negli ultimi anni si ricordano le antologiche al Museo dei Mercati di Traiano e alla GNAM di Roma, al Drawing Center di New York, al MARCA di Catanzaro, al MMOMA di Mosca e al Museo del Novecento di Milano.

Nella foto a destra

Ricordo di bambina

© Credits: Massimo Listri