Tondo

Tondo

Franca Ghitti

Concessa da: Fondazione Archivio Franca Ghitti

Materiale/Tecnica: metallo e legno

Ubicazione: Torrino del Quirinale

Anno di realizzazione: fine anni Ottanta - primi anni Novanta

Anno di installazione: 2020

Descrizione dell'opera

L’opera fa parte della serie di Tondi che Franca Ghitti avvia a partire dalla seconda metà degli anni Ottanta. Utilizzando materiali di recupero, l’artista riprende la tradizione dei Tondi attestata soprattutto nel Quattro- Cinquecento (Domenico Veneziano, Filippino Lippi, Michelangelo) applicandola però alla scultura, non alla pittura. I primi Tondi della Ghitti sono in legno di grandi o piccole dimensioni che l’artista lavora, ad esempio, con la tecnica del bugnato (utilizzata nell’architettura a partire dall’antichità) producendo un bassorilievo in cui l’attenzione è focalizzata sulla geometria e l’ordine compositivo. Altri Tondi in legno sono invece superfici su cui appoggia lastre di rame, sempre ricavate da materiali di scarto, dando vita a strutture modulari o immagini suggestive di città mitiche, come la Città di rame delle Mille e una notte, che il suo amico scrittore Alessandro Spina ha tradotto dall’arabo. Nel Tondo in esposizione, una serie di lastre di rame tutte uguali sono inchiodate su una base di legno: un insieme di quadrati di piccole dimensioni che viene inscritto nel cerchio-tondo. L’importanza della geometria per l’artista, documentata in varie opere, mostre e installazioni, qui riecheggia l’antico problema della quadratura del cerchio, con cui si confronta attraverso la scomposizione del quadrato in piccoli quadrati tutti uguali. La Ghitti non vuole affrontare il problema ma solo richiamarlo per creare l’immagine affascinante di un percorso mentale che rimane storicamente progettuale ed esalta perciò la progettualità stessa. La scomposizione del quadrato che realizza una serie di pagine in rame suggerisce inoltre l’idea di libro, un’idea cara all’artista e ampiamente documentata a partire dai suoi Libri chiusi (fine anni Settanta) e che negli ultimi anni la porterà a creare le Pagine chiodate e i Libri chiodati. In questi Ghitti conserva una scrittura altra, non alfabetica, che avvia una linea di ricerca e un nuovo processo creativo, interrotto dalla sua morte. (Fondazione Archivio Franca Ghitti)

L'artista

Franca Ghitti
(Erbanno in Val Camonica 1932 - 2012)

Si forma all’Accademia di Brera, frequenta a Parigi l’Académie de la Grande Chaumière e a Salisburgo il corso di incisione diretto da Kokoschka. Nel 1963 partecipa alla fondazione del Centro camuno di studi preistorici e lì nasce il suo interesse per la costruzione di mappe antropologiche. Negli stessi anni realizza anche le sue prime sculture in legno (Vicinìe, Rituali) alla ricerca di un’immagine dello spazio che affronti la dimensione del tempo e della storia. Nel 1969-71 è in Kenya dove, per incarico del ministero degli Esteri, realizza vetrate per la Chiesa degli italiani a Nairobi.

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Il contatto con le culture tribali la induce a cercare codici formali che si strutturano come ‘altri alfabeti’. Tornata in Italia, lavora con legno e ferro ricostruendo linguaggi ormai sepolti della tradizione contadina e delle fucine. Compaiono i primi volumi dedicati al suo lavoro, pubblicati dall’editore Vanni Scheiwiller, e vengono presentate sue mostre a Mantova, Torino, Milano, Zurigo, Heidelberg, fino alla grande antologica a Roma nel 1988. Immergendosi nelle realtà del territorio e dell’ambiente instaura, attraverso grandi installazioni, un dialogo con le tecniche modulari e le architetture contemporanee. Nascono le mostre itineranti sul Bosco (legno), a Milano, Ratisbona, Monaco di Baviera. Dagli anni Novanta realizza una serie di mostre negli Stati Uniti: al Museo di Rochester, alla New York University e alla University of Houston. Nel 2000 e nel 2008 espone alla OK Harris Gallery di SoHo a New York. Di questi anni sono anche le grandi installazioni, come Meridiane, Cancelli d’Europa sul tema dei confini, gli Alberi in ferro. Nell’ultima stagione dà il via alle suggestive Pagine chiodate e Libri chiodati. Le opere di Franca Ghitti sono nelle collezioni dei Musei Vaticani e della Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma. Dal 2013, la Fondazione Archivio Franca Ghitti, nata per volontà dell’artista, cataloga e divulga la sua opera.

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© Credits: Massimo Listri