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Mimmo Rotella

Concessa da: Famiglia Rotella

Materiale/Tecnica: sovrapittura su lamiera metallica

Ubicazione: Sala della Vittoria

Anno di realizzazione: 1992-94

Anno di installazione: 2021

Descrizione dell'opera

L’opera è un esempio significativo della produzione matura di Mimmo Rotella: si tratta di una sovrapittura su lamiera metallica, realizzata dall’artista tracciando un segno pittorico, in genere ad acrilico, su un manifesto precedentemente lacerato con la tecnica del décollage, linguaggio che ha caratterizzato il suo operato fin dai primi anni Cinquanta. Ispirato dalla libertà espressiva dei giovani esponenti del graffitismo e della Bad painting, del neoespressionismo e della Transavanguardia – in primis Keith Haring, Jean-Michel Basquiat e Julian Schnabel –, Rotella torna a interessarsi alla pittura attorno alla metà degli anni Ottanta, riscoprendo le capacità evocative della pratica pittorica, che ben conosceva fin dalla sua formazione. Nel 1984 realizza alcune opere ad acrilico di grandi dimensioni dedicate al mondo del cinema. Questo snodo si rivelerà centrale per la messa a fuoco del linguaggio delle Sovrapitture, sviluppato a partire dal 1986 e definito dall’artista stesso «una continuazione logica delle prime immagini dei mass media eseguite all’inizio della mia carriera con la tecnica dello strappo». Il ricorso al supporto metallico, dal 1987, sottolinea la fascinazione per la resa della condizione urbana e ‘di strada’ delle opere, che ben si adatta alla tipologia delle immagini dipinte sui manifesti strappati. In Profili si scorgono volti stilizzati di una moltitudine di persone, la cui identità, reiterata e omologata, si confonde sullo sfondo di un ambiente urbano, la cui sfuggevolezza è restituita attraverso i manifesti lacerati. A tale proposito, nel 2007 Germano Celant osservava: «Dopo aver lavorato sull’universo parallelo della pittura, cioè sul manifesto, con un’attitudine disillusa e cosciente del momento storico, Rotella si mette al limite tra le due superfici immaginarie, quella manuale e quella artificiale, […] adattando la velocità del suo gesto pittorico alla staticità del manifesto». (Veronica Locatelli)

L'artista

Mimmo Rotella
(Catanzaro 1918 - Milano 2006)

Dopo il diploma di maturità artistica, nel 1945 inizia a lavorare come disegnatore al ministero delle Poste e Telecomunicazioni di Roma. Qui partecipa alle mostre dell’Art Club, dove conosce i giovani artisti astrattisti Carla Accardi, Piero Dorazio e Achille Perilli, e si dedica alla scrittura e alla declamazione di poemi fonetici, ispirati alle ricerche dadaiste e futuriste. Nel 1950 espone al Salon des Réalités Nouvelles a Parigi e nel 1951 alla mostra Arte astratta e concreta in Italia 1951 presso la GNAM di Roma.

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Grazie a una borsa di studio, nel 1951 è artist in residence all’università di Kansas City, dove crea un grande pannello murale. Nel 1953-54 elabora i primi décollages, lacerando i manifesti strappati dai muri per far emergere immagini pubblicitarie. Nel 1959 conosce Pierre Restany, che lo coinvolge nel movimento del Nouveau Réalisme, e nella sua opera emergono immagini pubblicitarie e cinematografiche come simboli della cultura di massa. Nel 1961 è invitato a The Art of Assemblage al MoMA. Dopo aver esposto alla Biennale di Venezia del 1964 con una sala personale, si trasferisce a Parigi. Qui sperimenta le tecniche di riproduzione meccanica dell’immagine per cui Restany lo include nel movimento Mec-Art. Nel 1967 a New York, ospite di Christo, conosce Andy Warhol. Nel 1970, dopo un viaggio in Oriente, partecipa al Festival del Nouveau Réalisme a Milano e a Vitalità del negativo a Roma. Sperimenta quindi la tecnica del frottage e dell’effaçage. Nel 1972 pubblica la sua prima autobiografia e nel 1975 incide i suoi poemi fonetici. Nello stesso anno Restany presenta la prima retrospettiva sull’artista alla Rotonda della Besana di Milano, città in cui si trasferisce nel 1980. Qui crea la serie detta Copertura o Blank, ricoprendo di carte monocrome i manifesti pubblicitari. Nel 1986 realizza le Sovrapitture, con colori acrilici su manifesti. L’anno successivo inaugura la scultura Omaggio a Tommaso Campanella a Gibellina e inizia a interessarsi alla tridimensionalità. Tra i riconoscimenti: la laurea honoris causa dall’Università di Catanzaro, il titolo di Officier des arts et des lettres da parte del ministero della Cultura francese e la medaglia d’oro per le arti visive del presidente della Repubblica italiana. Nel 2000 crea la Fondazione Mimmo Rotella e due anni dopo pubblica L’ora della lucertola. Per volere delle eredi, nel 2012 nasce il Mimmo Rotella Institute.

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© Credits: Massimo Listri