Miraggio mediterraneo
Pietro Consagra
Descrizione dell'opera
Giulio Carlo Argan, nel 1958, rileva che Consagra lavora con strumenti agili e potenti, da metallurgia pesante, che hanno sulla materia una presa sicura e mordente: l’afferrano, la tagliano, la riducono. Tra questi strumenti c’è il fuoco: e non solo per quella fase di fusione che segna il momento culminante, e il più misterioso, del processo formativo, il momento del nascere dell’oggetto plastico. «Del fuoco Consagra si serve fino all’ultimo, come di un’arma più tagliente: fino a quando l’oggetto plastico non ha acquistato un’aggressività, sarei per dire un’incandescenza costante, che gli permette non solo di esistere ma di imporsi nello spazio. Anche i legni sono lavorati, in parte, alla fiamma e nella superficie ruvida, che pare la sezione di un gigantesco tronco, i solchi e le larghe chiazze carbonizzate fanno pensare al passaggio del fulmine […]. A guardare queste sculture, sulle quali l’aggetto dei piani sovrapposti è questione di centimetri, si ha l’impressione che si tratti di negativi, di matrici; la forma, per quanto fortemente costruita, almeno all’origine è impronta». (Archivio Pietro Consagra)
L'artista
Pietro Consagra
(Mazara del Vallo 1920 - Milano 2005)
Studia all’Accademia di Belle Arti di Palermo. Nel 1944 si trasferisce a Roma e nel 1947 è tra i fondatori del il gruppo Forma. Due anni dopo espone alla Collezione Peggy Guggenheim, che acquista una sua opera. In questo periodo abbraccia la visione frontale e sincronica della scultura, instaurando una filosofia della superficie, costruita da piani sottili accostati o sovrapposti, che si offre al dialogo spirituale. I bronzi presentati alla Biennale di Venezia nel 1954, nel 1956 e nel 1960, anno in cui riceve il premio per la scultura, s’intitolano infatti Colloqui e lo fanno conoscere nel panorama internazionale.
Leggi tuttoNel 1962 espone al Guggenheim di New York, nel 1959 e nel 1964 partecipa a Documenta di Kassel. All’avvento della Pop art contrappone opere bifrontali più sensuali, smaltate e colorate, che vengono presentate alla Quadriennale romana del 1965, al Museo Boijmans di Rotterdam, alla Marlborough-Gerson Gallery e al Solomon R. Guggenheim Museum di New York, nel 1967. Nel 1968 crea La città frontale e poco dopo intensifica l’uso del marmo. Nel 1972 e nel 1982 espone ancora alla Biennale di Venezia. Poi realizza la Stella e il Meeting a Gibellina. Nel 1989 la GNAM gli dedica una retrospettiva a cui segue, nel 1991, la personale al Museo Ermitage di San Pietroburgo e nel 1996 al Palazzo di Brera a Milano, dove installa una grande Porta. Colloca Giano a Roma, a Largo di Santa Susanna, nel 1997, e Doppia bifrontale a Strasburgo, davanti al Parlamento Europeo, nel 2003.
Nella foto a destra
© Credits: Massimo Listri