Arabesco
Carlo Mollino
Descrizione dell'opera
Il mobile in mostra è giustamente un prodotto di serie. Lo è anche se si vuole entrare davvero nella progettazione di Carlo Mollino. Le serie servono a Mollino per esemplificare un’interpretazione (ma ovviamente anche per evidenziare delle gerarchie che la sequenza facilita), interpretazioni che si caricano di connessioni e analogie nel corso degli anni, ma anche di un’idea di continuità della storia che sembra non appartenergli, ma che invece proprio la sua ossessione per la riproducibilità e le sue espressioni (dalla foto alla casa tipo) ci aiuta a decifrare. (Carlo Olmo)
L'artista
Carlo Mollino
(Torino 1905 - 1973)
Dopo aver frequentato un corso in storia dell’arte all’Università di Gand, si laurea in architettura al Politecnico di Torino nel 1931. Inizia subito a lavorare nello studio di ingegneria del padre. Ben presto rivela molti talenti e interessi: diventa fotografo, pilota di aerei e di auto da corsa, alpinista, oltre che architetto e designer. La sensualità e l’aerodinamica permeano le fotografie, che sono rilevanti nella sua opera, e il design di mobili e di autoveicoli.
Leggi tuttoNegli anni Trenta vince diversi concorsi di architettura e nel dopoguerra realizza a Torino opere monumentali, tra cui l’Auditorium della RAI nel 1948 e la Camera di commercio e il Teatro Regio nell’ultimo decennio di vita. Progetta interni esemplari, come quelli di Villa Cattaneo a Luino, o di Casa Miller e Casa Mollino a Torino. Pubblica Architettura, arte e tecnica nel 1947, Il messaggio della camera oscura nel 1949 e Tutto è permesso salvo la fantasia nel 1950. Nel 1953 diventa professore ordinario al Politecnico e fonda l’Istituto di architettura montana. Nel 1957 è nel comitato della Triennale di Milano. Alcuni suoi arredi, spesso pezzi unici o di produzione limitata, sono in prestigiosi musei come il MoMA di New York, il Centre Pompidou di Parigi e il Victoria and Albert Museum di Londra. Oggi il suo archivio è conservato nella Biblioteca centrale di architettura del Politecnico di Torino.
© Credits: Massimo Listri