Eros
Angelo Mangiarotti
Descrizione dell'opera
«[...] questo è un po’ il senso e il significato che distingue il nostro lavoro da quello degli ingegneri; cioè noi abbiamo molto, facciamo molta attenzione al rapporto tra una forma e l’altra, ci curiamo della qualità del componente singolo ma ci curiamo particolarmente della connessione dei due elementi; questi due elementi che naturalmente sono destinati a essere usati dalla gente per cui c’è questa speranza che la connessione felice produca anche un uso felice o perlomeno reale proprio». (Angelo Mangiarotti)
L'artista
Angelo Mangiarotti
(Milano 1921 - 2012)
Si laurea in architettura al Politecnico di Milano nel 1948 e collabora con la Triennale. Nel 1953 - 54 lavora negli Stati Uniti e incontra i maestri dell’architettura, Wright, Gropius e Mies van der Rohe. Rientrato a Milano, nel 1955 inizia l’attività professionale. Nel 1989 dà vita al Mangiarotti & Associates Office, con sede a Tokyo. Realizza numerosi progetti che spaziano dall’architettura all’ingegneria, al design e alla scultura.
Leggi tuttoTra i suoi progetti si ricordano le stazioni milanesi Venezia, Repubblica, Certosa e Rogoredo, i sistemi prefabbricati per edifici industriali U70, Briona e FM, la chiesa di vetro di Baranzate e gli edifici residenziali di Arosio, Monza e via Quadronno a Milano. Tra gli oggetti di design i tavoli Eros, tra le sculture i Saggi in alabastro. Affianca alla professione l’insegnamento, tenendo lezioni in università italiane e straniere. Nel 1987 pubblica In nome dell’architettura. Molte le mostre, tra cui quelle al Centre Pompidou di Parigi nel 1983, ai musei di Oslo e di Trondheim nel 1985, e l’antologica alla Triennale di Milano nel 2002. Molti anche i premi: nel 1994 il Compasso d’oro alla carriera e il Marble Architectural Award, nel 1989 il premio nazionale IN/ARCH e il concorso Targa Alcan. Nel 1998 riceve la laurea honoris causa in ingegneria dalla Technische Universität di Monaco e la medaglia d’oro dall’Accademia della Torre di Carrara, nel 2002 la laurea honoris causa in disegno industriale dal Politecnico di Milano.
© Credits: Massimo Listri
© Credits: Massimo Listri
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