HELP the Oceans

HELP the Oceans

Maria Cristina Finucci

Concessa da: Maria Cristina Finucci

Materiale/Tecnica: tappi di plastica e rete per alimenti, contenuti in una teca di plexiglas

Ubicazione: Atrio accoglienza visitatori

Anno di realizzazione: 2018

Anno di installazione: 2019

Descrizione dell'opera

L’opera è un frammento della monumentale installazione HELP the Oceans posta sulla Basilica Giulia al Foro Romano nell’estate 2018 e fa parte della serie Wasteland. Nel 2012 l’artista denuncia la presenza di immensi agglomerati di plastica nei tre oceani, così estesi da formare cinque isole di sedici milioni di chilometri quadrati. Il 13 aprile dell’anno successivo, nella sede dell’UNESCO, rivendica questo territorio ancora sconosciuto e inesplorato, fondando un pericoloso Stato Federale immaginario, il Garbage Patch State. La fondazione dello Stato dà l’incipit all’opera transmediale che, secondo la definizione coniata da Henry Jenkins, invoglia il pubblico ad approfondire autonomamente la narrazione. Per dar corpo alla storia, l’artista sviluppa un ricco apparato semantico, che utilizza molteplici piattaforme: crea la bandiera, la costituzione, il sito web, i passaporti, fino a tante diverse immagini da cartolina, e progetta molte installazioni. Siccome il fine dell’opera è quello di combattere uno dei più importanti fenomeni di inquinamento ambientale, ogni installazione è concepita per plasmare un’immagine concreta del fenomeno, attraverso una messa in scena che prevede, sin dalla fase creativa, la partecipazione attiva degli spettatori, che diventano co-artefici dell’opera d’arte. I co-artefici sono giovani, per lo più studenti universitari, che in un cortocircuito narrativo sono creatori-distruttori dello stesso Garbage Patch State. (Renata Cristina Mazzantini)

L'artista

Maria Cristina Finucci
(Lucca 1956)

Dopo la laurea in architettura a Firenze nel 1981, lavora a New York, Parigi, Bruxelles, Madrid e Roma. La sua ricerca passa attraverso pittura, scultura, architettura, design, video, fino alle opere transmediali. Nel 1981 inizia la professione di architetto: progetta diverse residenze, pubblicate su varie riviste, tra cui «Controspazio», e disegna una linea di arredi direzionali presentata al Salone del Mobile nel 2005.

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L’attività artistica, intrapresa sin da giovane, si manifesta solo nel 2010 con la prima personale al Lucca Center of Contemporary Art, dove espone la serie Paradigmi, ispirata alla fisica quantistica e basata sulla ricerca delle dimensioni non visibili nell’arte. Nel 2012 inizia la serie Wasteland, che raccoglie un sistema di performance e installazioni volte a far conoscere l’esistenza del Garbage Patch State, un pericoloso Stato Federale da lei inventato. Le installazioni della serie Wasteland hanno luogo a Parigi e a Venezia nel 2013, a Madrid e al MAXXI di Roma nel 2014, poi a Venezia, Milano, New York e Parigi nel 2015, a Mozia nel 2016, ai Fori Imperiali di Roma nel 2018 e all’Università Statale di Milano nel 2019. Partecipa alla Biennale di Shenzhen nel 2015. È relatrice a conferenze internazionali, come quella nella sede ONU a Ginevra nel 2015 e al Salone del Mobile di Milano nel 2019. Le sue opere sono nelle collezioni della Fondazione Bracco e della Camera dei deputati.

HELP the Oceans

© Credits: Massimo Listri