Il Cavallo
Marino Marini
Descrizione dell'opera
Le figure del cavallo e del cavaliere sono, più di ogni altra tematica affrontata da Marini, emblema indiscusso della sua poetica e della sua ricerca figurativa. La composizione equestre etrusco-romana e quella rinascimentale restano custodite nella memoria dell’artista, assieme alla suggestione dei contadini toscani con i loro cavalli da tiro e dei fantini dell’ippodromo di Monza. Le ispirazioni spaziano dunque da Marco Aurelio al cavaliere gotico di Bamberg. La fascinazione per il gruppo equestre, incrocio perfetto di linee verticali e orizzontali, farà realizzare a Marini opere purificate da ogni retorica o intento narrativo, scarni simboli di un mito senza tempo. L’artista realizza le prime figure equestri all’inizio degli anni Trenta, con forme classicheggianti accostate dalla critica alla rotondità dei cavalli in terracotta della dinastia Tang. Il Cavallo concesso al Quirinale conserva ancora forme morbide e ben riconoscibili che, seppur vicine al vero, sono ripulite da ogni sovrastruttura descrittiva, mantenendo esclusivamente la purezza dei volumi. (Fondazione Marino Marini)
L'artista
Marino Marini
(Pistoia 1901 - Viareggio 1980)
A diciassette anni si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Firenze, dove dimostra una stupefacente abilità nel disegno. Nel 1919 frequenta il corso di pittura di Galileo Chini e nel 1922 quello di scultura. Nel 1923 partecipa alla II Biennale di Roma. Al 1928 risale il primo viaggio a Parigi. Nel 1929 Arturo Martini lo chiama a succedergli nell’insegnamento di scultura all’ISIA di Monza. Iniziano le mostre all’estero e nel 1932 tiene la prima personale a Milano. Partecipa alla Biennale di Venezia, alla Triennale di Milano e alla II Quadriennale di Roma, dove vince il Gran premio per la scultura.
Leggi tuttoProseguono i viaggi in Italia e all’estero. Nel 1942 un bombardamento distrugge il suo studio a Milano e ripara in Svizzera, dove stringe rapporti con artisti come Giacometti, Germaine Richier e Wotruba. Nel 1948 rientra a Milano e conosce il mercante Curt Valentin, quindi espone a New York. Negli anni Cinquanta è un artista affermato e ottiene molti riconoscimenti, tra cui il Gran premio internazionale di scultura alla Biennale di Venezia del 1952 e il Gran premio internazionale dell’Accademia dei Lincei nel 1954. Nel 1959 realizza una monumentale composizione equestre per una piazza dell’Aia. Nel 1979 inaugura il Centro di documentazione della sua opera nelle sale del Palazzo comunale di Pistoia. Nel 2018, la Collezione Peggy Guggenheim di Venezia gli dedica un’importante retrospettiva.
© Credits: Massimo Listri