Poliedri
Ignazio Gardella, Tobia Scarpa
Descrizione dell'opera
Erede di una famiglia di architetti e ingegneri, Gardella esprime un carattere originale nella capacità di coniugare l’uso di geometrie razionali e di tecniche all’avanguardia, con un’elegante interpretazione di figure raccolte dalla storia dell’architettura, dal colto repertorio neoclassico alla spontaneità della tradizione rurale. Nel dopoguerra, le sue sperimentazioni producono capolavori che testimoniano una posizione innovativa ed eterodossa nel dibattito architettonico europeo. (Federico Bucci)
L'artista
Ignazio Gardella
(Milano 1905 - Oleggio 1999)
Nel 1928 si laurea in ingegneria civile al Politecnico di Milano, tra 1933 e 1936 realizza l’ampliamento di Villa Borletti a Milano e nel 1933-38 il Dispensario antitubercolare e il Laboratorio di igiene e profilassi di Alessandria. Nel 1943 promuove il Piano A.R. per Milano, nel dopoguerra è tra i fondatori del MSA e di Azucena, per cui disegna oggetti sino al 1970. Si laurea in architettura nel 1949 allo IUAV, dove insegna fino al 1975. Nel 1952 promuove i CIAM, nel 1955 vince il premio Olivetti, nel 1958 progetta, con altri, il Padiglione italiano all’Esposizione universale di Bruxelles.
Leggi tuttoTra le sue opere più significative: il PAC a Milano, la Casa alle Zattere a Venezia, la mensa Olivetti a Ivrea e il palazzo degli Uffici Alfa Romeo ad Arese. Nel 1978 trasferisce ad Arenzano l’attività professionale, presso la Mario Valle Engineering, con la quale progetta la facoltà di Architettura di Genova, la stazione ferroviaria di Lambrate e, con altri architetti, la ricostruzione del teatro Carlo Felice di Genova. Tra gli ultimi lavori: la riqualificazione di piazza del Duomo a Milano e l’ampliamento dell’Università Bocconi. Riceve la medaglia d’oro del Presidente della Repubblica e il Leone d’oro alla carriera della Biennale di Venezia. È presidente dell’Accademia di San Luca, membro onorario del RIBA e dell’Accademia di Brera. Espone alla Biennale di Venezia nel 1980, insegna ed espone alla Harvard Graduate School of Design nel 1986. Il PAC gli dedica una grande mostra nel 1991, alla quale seguono quelle a Londra nel 1994, Cremona nel 1998, Madrid nel 1999 e Genova nel 2006.
Tobia Scarpa
(Venezia 1935)
Figlio di Carlo Scarpa, si laurea all’Istituto universitario di architettura di Venezia nel 1957, dove è allievo di Franco Albini. Inizia subito a lavorare con Venini e nel 1960 apre a Montebelluna lo studio Afra e Tobia Scarpa, con Afra Bianchin, futura moglie e compagna di una vita. Nel 1964 inizia una lunga collaborazione con il gruppo Benetton, per cui crea residenze, fabbriche e negozi, con un approccio multidisciplinare capace di integrare le varie scale progettuali, dagli interni fino ai distretti produttivi. I lavori per Benetton sono esposti alla Biennale di Architettura del 2012.
Leggi tuttoProgetta anche numerosi interventi di restauro e ristrutturazione, soprattutto in provincia di Treviso, ma anche a Palazzo della Ragione di Verona e alle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Come designer, collabora con aziende come Gavina, Venini, B&B Italia, Cassina, Flos, Meritalia, Molteni, UniFor e riceve vari riconoscimenti, tra cui il Compasso d’oro nel 1970, l’iF Industrie Forum Design Hannover nel 1992 e il Compasso d’oro alla carriera nel 2008. Dal 2002 al 2011 insegna alla facoltà di Design e Arti dell’Università di architettura di Venezia. Le sue opere sono esposte in musei prestigiosi come il MoMA di New York e il Louvre di Parigi.
© Credits: Massimo Listri