Senza titolo (occhi su sfondo nero)

Senza titolo (occhi su sfondo nero)

Carol Rama

Concessa da: Archivio Carol Rama

Materiale/Tecnica: occhi di bambola e colla su cartoncino nero lucido

Ubicazione: Appartamenti Imperiali, Salottino Giapponese

Anno di realizzazione: 1968

Anno di installazione: 2021

Descrizione dell'opera

In tutto l’arco della sua lunga attività la funzione scopica non solo è stata ampiamente esercitata da Carol Rama, come richiesto peraltro dal suo status di artista, ma è stata spesso rappresentata nelle proprie opere. Negli acquerelli iniziali le figure, rese con tenui sfumature bianche e rosacee, godono di alcuni scatti cromatici nella rappresentazione di certe parti del corpo, tra cui, sempre in molta evidenza, gli occhi. Accuratissimi nella lavorazione effettuata con sottili pennelli, gli occhi delle figure rappresentate spiccano per dimensione e per profonde sottolineature nere. In più, si rivolgono direttamente al fruitore e lo coinvolgono nel quadro istituendo un legame basato sullo sguardo. A distanza di alcuni decenni, ed espressamente negli anni Sessanta, l’occhio ritorna a essere protagonista. Con un notevole scarto: non più rappresentato ma dotato di consistenza oggettuale. Molti Bricolage del decennio, infatti, riportano il collage di occhi di bambola o di occhi usati da tassidermisti. L’oggetto occhio, e la colla usata per fissarlo al supporto, diventano materiali pittorici. Gli occhi, in particolare, sono importante elemento costitutivo del quadro, sia dal punto di vista formale sia concettuale. Nell’opera qui esposta, il punto focale del dipinto si concentra appunto negli occhi: il contrasto tra la lucentezza del fondo e l’opacità dei segni realizzati con la colla conferisce ancora maggior vita al raggruppamento degli undici occhi di bambola che fissano l’osservatore. Quadro emblematico, di grande risonanza visiva e ricco di echi semantici, ben rappresenta col suo alto livello qualitativo una delle maggiori produzioni dell’artista. (Maria Cristina Mundici)

L'artista

Carol Rama
(Torino 1918 - 2015)

Olga Carolina Rama apprende i primi rudimenti di pittura dall’artista Gemma Vercelli, e negli anni Trenta inizia a dipingere acquerelli e quadri a olio. Le sue prime opere sono trasgressive, erotiche e inquiete, ma caratterizzate da un segno elegante. Negli anni Quaranta, a Torino, conosce Casorati, che diviene suo punto di riferimento; a partire dall’immediato dopoguerra stringe una profonda amicizia con Sanguineti, che durerà sino alla morte di lui.

Leggi tutto

Dal 1951 si avvicina all’astrattismo e aderisce, per un breve periodo, al Movimento arte concreta; preferisce però vivere la propria esperienza artistica in modo autonomo e, nella seconda metà degli anni Cinquanta, vira verso l’informale. Alle opere degli anni Sessanta Sanguineti attribuisce il nome Bricolage: si tratta di composizioni informali di segni e macchie di colore con collage di materiali diversi, come occhi di bambola e oggetti di uso quotidiano. Dal 1985 si succedono importanti personali in spazi pubblici: viene allestita la sua prima antologica nel sagrato del Duomo di Milano, cui segue la mostra a Mantova nel 1988 e a Torino nel 1989. Le opere esposte testimoniano l’evoluzione dell’artista: negli anni Settanta realizza quadri con l’applicazione di camere d’aria usate in funzione pittorica e negli Ottanta torna alla figurazione, rappresentando mondi popolati da figure umane, paesaggi, prospettive e animali fantastici. Negli anni Novanta il suo immaginario si nutre di episodi della vita reale che traspone in opere. In particolare produce una serie ispirata al ‘morbo della mucca pazza’. Si susseguono importanti occasioni espositive, dalla partecipazione alla Biennale di Venezia nel 1993, con una sala personale, all’ampia retrospettiva del 1998 presso lo Stedelijk Museum di Amsterdam, poi all’ICA di Boston. Nel 2003, in occasione della Biennale di Venezia, le viene assegnato il Leone d’oro alla carriera e l’anno successivo la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino ospita una sua mostra antologica (poi al MART di Rovereto e a Gateshead). Segue una mostra itinerante in Europa, partita dal MACBA di Barcellona nel 2014, e nel 2017 una grande personale al New Museum di New York. Nel 2010 riceve il premio del Presidente della Repubblica, su segnalazione dell’Accademia Nazionale di San Luca nel 2009. Nel 2010 viene inoltre istituito l’Archivio Carol Rama per tutelare e diffondere il lavoro dell’artista. Molte sue opere sono conservate presso la GAM di Torino; altre presso le collezioni del MoMA di New York, del Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris, dello Stedelijk Museum di Amsterdam, dell’Israel Museum di Gerusalemme e degli Uffizi.

Senza titolo (occhi su sfondo nero)

© Credits: Massimo Listri