Sedia

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Giacomo Manzù

Concessa da: Fondazione Giacomo Manzù

Materiale/Tecnica: bronzo

Ubicazione: Sala dello Zodiaco

Anno di realizzazione: 1988

Anno di installazione: 2019

Descrizione dell'opera

Per Manzù il tema della sedia costituisce un simbolo. Più volte ripreso nel corso degli anni, il tema ha dato vita a numerose interpretazioni, che però hanno sempre avuto come elemento costante la vecchia sedia impagliata della madre che Manzù aveva sempre conservato come un trofeo. Negli anni Sessanta realizza la prima sedia a grandezza naturale con frutta e ortaggi. Gli elementi vegetali variano di volta in volta a seconda dell’ispirazione e si riallacciano ai temi delle Georgiche di Virgilio, illustrate da Manzù nel 1948. (Fondazione Giacomo Manzù)

L'artista

Giacomo Manzù
(Bergamo 1908 - Ardea 1991)

Giacomo Manzoni frequenta la scuola di plastica decorativa a Bergamo. Dopo un viaggio a Parigi, nel 1930 si stabilisce a Milano, entra in contatto con l’avanguardia e riceve la prima commissione dall’Università Cattolica. Nel 1934 visita il Vaticano e rimane colpito dall’immagine dei cardinali, che fissa un tema celebre nella sua produzione. Cambia quindi il suo stile, meditando sui valori della scultura antica. Nel 1938 ha una sala alla Biennale di Venezia. Nel 1940 ottiene la cattedra di scultura dell’Accademia Albertina e dell’Accademia di Brera.

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Nel 1940-43 crea le Deposizioni e le Crocifissioni, con ispirazione religiosa e impegno antifascista, cui seguono i Cardinali, i Vescovi e numerosi ritratti pieni di toccante umanità. Nel 1943 vince il Gran premio alla Quadriennale di Roma, nel 1947 Palazzo Reale ospita un’antologica a Milano, nel 1948 vince ex aequo il premio della scultura alla Biennale di Venezia. Nel 1952 riceve la commissione per la porta di San Pietro. Nel 1954 lascia Brera per insegnare all’Accademia internazionale di Salisburgo. Negli anni Cinquanta è all’apice della carriera, realizza la porta del Duomo di Salisburgo, vince il premio per la scultura alla VII Quadriennale di Roma, la XXVIII Biennale di Venezia gli dedica una sala. Nei primi anni Sessanta lavora per Giovanni XXIII, che lo autorizza a modificare il tema della porta di San Pietro nella Porta della Morte, inaugurata nel 1964. La XXXII Biennale di Venezia gli dedica una personale. Nel 1968 inaugura la porta della chiesa di San Lorenzo a Rotterdam e l’anno dopo apre il museo raccolta Amici di Manzù ad Ardea. Espone nei più importanti musei del mondo. È membro dell’Accademia di San Luca, dell’Académie Royal de Belgique e membro onorario della Royal Academy of Arts di Londra. Riceve molti riconoscimenti: il premio Lenin, la laurea honoris causa del Royal College of Art di Londra, la medaglia d’oro della Presidenza delle Accademie di Belle Arti sovietiche, l’onorificenza dell’Ordine scienza e arte del Presidente della Repubblica austriaca, il premio internazionale per la scultura dell’Accademia Nazionale dei Lincei. Alcune sue opere sono simboli dell’arte italiana nel mondo: l’altorilievo Pace e Giustizia nel Palazzo di Giustizia della Comunità Europea del Lussemburgo, le sculture Fauno e Ninfa nel Palazzo della Borsa di Tokyo e la monumentale statua Inno alla Vita (Madre con Bambino) alle Nazioni Unite di New York. (Fondazione Giacomo Manzù)

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© Credits: Massimo Listri